Tribunale di Pescara – Sentenza 30.06.2025 n. 723/2025 – Giudice Dott. Cingolani – RG n. 4683/2021

Tribunale di Pescara – Sentenza 30.06.2025 n. 723/2025 – Giudice Dott. Cingolani – RG n. 4683/2021

“In tema di azione di indebito arricchimento nei confronti della P.A., deve ritenersi che, una volta provato, da chi agisce a norma dell’art. 2041 cod. civ., il proprio depauperamento (e il contestuale arricchimento della Pubblica Amministrazione), l’accoglimento dell’iniziativa dallo stesso assunta incontra il solo “limite del divieto di arricchimento imposto”, giacché il diritto fondamentale di azione del depauperato deve adeguatamente coniugarsi con l’esigenza, altrettanto fondamentale, del buon andamento dell’attività amministrativa, affidando alla stessa pubblica amministrazione l’onere di eccepire e provare il rifiuto dell’arricchimento o l’impossibilità del rifiuto per la sua inconsapevolezza. A stretto rigore, poi, non solo l’ impoverito non deve provare alcuna utilità della P.A. in cui favore ha eseguito le sue prestazioni, ma neppure ha l’onere di dimostrare la regolarità dell’ esecuzione di quelle, se non altro quando quelle prestazioni pacificamente siano state rese; pertanto, i risultati di queste vanno valutati nella loro ontologica consistenza e, cioè, al fine di determinare l’entità concreta dell’arricchimento (benché una loro eventuale scorretta esecuzione possa diminuire tale entità); e sempre salvo il caso del cosiddetto arricchimento imposto, che non può riconoscersi”.

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